Panificio Giuliani dal 1968

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Dolce tipico natalizio italiano.

Secondo alcuni le origini della ricetta sono da ricercare in Austria, dove si produceva il cosiddetto "Pane di Vienna", probabilmente derivato, a sua volta, dalla "brioche" francese. Secondo altri, invece, potrebbe derivare dal "pane de oro" che veniva servito sulle tavole dei più ricchi veneziani . La sua nascita come tipico dolce natalizio risale, però, al 1800, come evoluzione del "Nadalin", dolce veronese.

Il nostro pandoro è impastato con: farina, lievito naturale madre, uova e burro e alcuni ingredienti segreti come è nella tradizione di un buon pasticcere.

Le  cinquanta ore ore di lavorazione, la cura e la qualità delle materie prime, oltre all'assenza di qualsiasi conservante o addittivo chimico,  differenziano il nostro pandoro artigianale dalle produzioni industriali.

La difficoltà nella realizzazione di questo squisito dolce sta nella tecnica di lavorazione, considerata la particolare delicatezza dell'impasto.

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Dolce tipico italiano di Pasqua.

colombaA Milano, Pavia e dintorni vi è una suggestiva leggenda che viene tramandata insieme ad un'antica usanza di consumare a Pasqua una colomba di pane dolce in onore e ricordo di San Colombano. Si narra che al suo arrivo in città, attorno al 612, l'abate irlandese venne ricevuto dai sovrani longobardi e invitato con i suoi monaci ad un sontuoso pranzo. Gli furono servite numerose vivande con molta selvaggina rosolata, ma Colombano ed i suoi, benché non fosse di venerdì, rifiutarono quelle carni troppo ricche servite in un periodo di penitenza quale quello quaresimale. La regina Teodolinda si offese non capendo, ma l'abate superò con diplomazia l'incresciosa situazione affermando che essi avrebbero consumato le carni solo dopo averle benedette. Colombano alzò la mano destra in segno di croce e le pietanze si trasformarono in candide colombe di pane, bianche come le loro tuniche monastiche. Il prodigio colpì molto la regina che comprese la santità dell'abate e decise di donare il territorio di Bobbio dove nacque l'Abbazia di San Colombano, ma questa è un'altra storia. La colomba bianca divenne anche il simbolo iconografico del Santo ed è sempre raffigurata sulla sua spalla.

La nostra colomba è impastata con: farina, lievito naturale madre, burro,  zucchero, uova fresche, canditi, e alcuni ingredienti segreti come è nella tradizione di un buon pasticcere.

Le  cinquanta ore ore di lavorazione, la cura e la qualità delle materie prime, oltre all'assenza di qualsiasi conservante o addittivo chimico,  differenziano la nostra colomba artigianale dalle produzioni industriali.

Una curiosità: tutte le colombe, appena vengono sfornate, devono essere capovolte, affinchè non si "siedano"...le nostre no...non hanno bisogno di essere capovolte. Questa caratteristica è dovuta alla qualità del nostro lievito naturale madre. Evitiamo, in questo modo, una mole di lavoro non indifferente e degli spiacevoli "buchi" nella parte inferiore della colomba.

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Classico dolce natalizio italiano. Chi scoprì il panettone, secondo la tradizione italiana? Le origini del panettone sfumano a tratti nella leggenda. Sono due le storie che godono di maggior credito. 1) Messer Ughetto degli Atellani, falconiere, abitava nella contrada delle Grazie a Milano. Innamorato di Algisa, bellissima figlia di un fornaio, si fece assumere da lui come garzone e, per incrementare le vendite, provò a inventare un dolce: con la migliore farina del mulino impastò uova, burro, miele e uva sultanina. Poi infornò. Fu un successo strabiliante, tutti vollero assaggiare il nuovo pane e, qualche tempo dopo, i due giovani innamorati si sposarono e vissero felici e contenti. 2) Il cuoco al servizio di Ludovico il Moro fu incaricato di preparare un sontuoso pranzo di Natale, a cui erano stati invitati molti nobili del circondario, ma il dolce, dimenticato nel forno, quasi si carbonizzò. Vista la disperazione del cuoco, Toni, un piccolo sguattero, propose una soluzione: “Con quanto è rimasto in dispensa – un po’ di farina, burro, uova, della scorza di cedro e qualche uvetta – stamane ho cucinato questo dolce. Se non avete altro, potete portarlo in tavola”. Il cuoco acconsentì e, tremante, si mise dietro una tenda a spiare la reazione degli ospiti. Tutti furono entusiasti e al duca, che voleva conoscere il nome di quella prelibatezza, il cuoco rivelò il segreto: “L’è ’l pan del Toni”. Da allora è il “pane di Toni”, ossia il panettone.

Il nostro panettone è impastato con: farina, lievito naturale madre, burro,  zucchero, uova fresche, uvetta, canditi, e alcuni ingredienti segreti come è nella tradizione di un buon pasticcere.

Le  cinquanta ore ore di lavorazione, la cura e la qualità delle materie prime, oltre all'assenza di qualsiasi conservante o addittivo chimico, differenziano il nostro panettone artigianale dalle produzioni industriali.

Una curiosità: tutti i panettoni, appena vengono sfornati, devono essere capovolti, affinchè non si "siedano"...i nostri no...non hanno bisogno di essere capovolti. Questa caratteristica è dovuta alla qualità del nostro lievito naturale madre. Evitiamo, in questo modo, una mole di lavoro non indifferente e degli spiacevoli "buchi" nella parte inferiore del panettone.

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